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Le attività commerciali di Ruga dei Oresi – Rialto Venezia
1 - La storia dei botteghini della Drapperia in Ruga dei Oresi
Anticamente l’attuale Ruga dei Oresi era denominata fin
dall’antico mercato di Rialto del ‘300 Drapperia o
Drapparia e prendeva il nome dalle botteghe di stoffe e tessuti che
erano situate lungo il porticato che dai gradini del ponte di Rialto
portava allo slargo che conduceva alla Chiesa di San Giovanni
Elemosinarlo. Il centro dei grandi affari era il campo di San
Giacometto, con la bella chiesetta dal campanile a vela: gli uomini
d’affari che si riunivano sotto il portico della chiesa o nella
loggia apposita e gli artigiani che esponevano sotto le arcate della
Drapperia le stoffe preziose tessute secondo i disegni dei grandi
pittori. Qui a differenza delle beccherie e della Pescheria, in cui si
trovava il mercato alimentare, si riunivano le attività legate
al tessile e successivamente gli orafi ( oresi ) ed altri
artigiani ma anche il commercio al dettaglio più vario. Nelle
stampe e nei dipinti del Canaletto soprattutto (1697-1768) sono
perfettamente riconoscibili le attuali strutture nella loro forma
originaria.
“Belle & honorate parimente furono, le dimostrationi
singolari di allegrezza, che si fecero l'anno 1571. per la Vittoria che
si hebbe del Turco. ( …) l'apparato de i drappieri fatto
in Rialto, fu delle cose singolari & belle che si possino giamai
vedere. Il portico della drapperia dal ponte fino alla ruga de i
gioiellieri, è di tramito più di 100. passa: & le
botteghe vi seguitano l'una dopò l'altra. Distesero adunque
dall'un capo all'altro, un cielo di panni turchini tutto stellato
d'oro, & vi appicarono di sotto molti lanternoni, ò fanali
dorati.”
I cosiddetti “botteghini” nascono intorno ai primi anni del
1500 molto probabilmente come conseguenza del grave incendio del 1514
che distrusse gran parte dell’insula di Rialto. A seguito della
ricostruzione delle Fabbriche per rilanciare il mercato e far
riprendere la vita ordinaria che vi si svolgeva il governo della
Serenissima iniziò ad affittare le volte della Drapperia per
poter allestire dei banchi amovibili composti da tavolati e scanni per
la vendita. Queste strutture nel tempo divennero i cosiddetti
botteghini di cui il Cessi nel suo studio del 1937 ricostruisce la
genesi e lo sviluppo tra il 1520 ed il 1719 : “ La trasformazione
dei tavolati tra le colonne della Drapperia, annesse alle botteghe dei
volti, in scanni mobili, dal 1520 al 1574, poi in scanni coperti dal
1574 al 1638, finalmente in botteghini stabili in
muratura” Queste antiche strutture di vendita,
presenti quindi dal ‘500 nel mercato di Rialto, sfruttavano la
posizione prospiciente la Ruga dei Oresi e quindi il miglior afflusso
di clientela e nel contempo erano agevolate dal minor costo di affitto,
manutenzione e gestione dato che già in quel tempo le locazioni
commerciali delle botteghe erano in continua crescita. Sempre il Cessi
parla di : “ curiosa vicenda dei botteghini eretti tra i volti
della Drapperia. Essi traevano origine dalla concessione dei tavolati
interposti tra le antistanti colonne, fatta con le polizze
d’incanto, giusta il decreto del 1520, 30 giugno, alle botteghe
recentemente costruite al Parangon.”
Queste costruzioni nel corso dei secoli sollevarono molte proteste da
parte del Senato che denunciava un abuso da parte dei mercanti ma
doveva poi arrendersi nel constatare lo stato di fatto e quasi
ufficializzarlo chiedendo conto dei pagamenti fiscali ai conduttori.
Di fatto la situazione arrivò ad una definitiva conclusione
intorno al 1720 quando prendendo in esame tutta la documentazione
relativa a questa pratica il Senato decretò praticamente il
consolidarsi dei diritti di proprietà dei titolari dei
botteghini.
“Dinanzi al fatto compiuto il governo non aveva altro da fare, se
non esercitare i suoi diritti fiscali contro gli usurpatori, come
candidamente confessavano i Presidenti nel 1719, dando la definitiva
sanzione delle nuove costruzioni.”
2- La Ruga dei Oresi oggi.
Nel corso dell’800 il mercato di Rialto subì molti
cambiamenti rispetto alla sua tradizione e storia secolare pur
mantenendo inalterati i suoi caratteri di mercato vivace e colorato. La
Ruga dei Oresi da zona a prevalente mercato artigianale delle sue
origini si trasformò in mercato alimentare e i botteghini
continuarono la loro attività cambiando merceologia.
In Ruga dei Oresi fino agli anni 60 del ‘900 trovavano posto nei
botteghini sotto gli archi fruttivendoli, botteghe di formaggi,
cacciagione, sementi, oli ma anche pelletteria e calzature in un
mercato sostanzialmente dedicato ai residenti in cui si rifornivano
tutti in città. L’incremento dell’economia turistica
ha portato alla trasformazione della Ruga dei Oresi in quello che oggi
si può definire il mercato turistico di Rialto. A partire dagli
anni 60 del secolo scorso le prime attività hanno cominciato a
trasformarsi in botteghe dedicate ai prodotti tipici ed ai ricordi di
Venezia, una delle prime licenze di questo tipo in Ruga dei Oresi
risale al 1962 altre ancora oggi mantengono la loro tipologia che vede
integrare la domanda turistica e quella residente, è
l’esempio delle calzature tipiche veneziane, le pelletterie e la
maglieria. Le botteghe,che mantengono la struttura originaria, oggi
appartengono alla categoria commercio fisso anche se spesso vengono
confuse con il commercio ambulante. I “botteghini”, oggi
tutti di proprietà privata, hanno regolare numerazione civica
anagrafica. Oltre ad alcuni artigiani ancora presenti che trattano le
maschere tipiche veneziane e la bigiotteria è certo prevalente
l’offerta di prodotti quali souvenir, ricordi di Venezia, gadgets
tipici rivolti al turista. A fronte delle trasformazioni economiche
della città la Ruga degli Oresi ha mantenuto inalterato il suo
impianto cinquecentesco e il suo aspetto tipico di mercato tradizionale
con la fila delle botteghe una di seguito all’altra nella stessa
configurazione atipica e singolare ( come la loro storia ) dei
cosiddetti “botteghini” . Considerando la storia di Rialto
non è azzardato valutare, con i dovuti distinguo, che la
Ruga dei Oresi, anche oggi che è frequentata da turisti di tutto
il mondo, in fondo mantiene inalterato quello spirito cosmopolita che
per secoli ha contraddistinto il mercato di Rialto: la merce esposta
lungo la Ruga, il via vai di persone, gli scambi, le botteghe, le
locande e le osterie, come del resto ben ha rappresentato Alvise Zorzi
nella sua famosa Storia di Venezia.
“ Dal XIII a tutto il cinquecento Rialto densissimo di edifici e
abitanti, rappresenterà il più straordinario crogiolo di
lingue, di popoli e di razze e, insieme il più variopinto centro
d’affari che si fosse mai visto dopo la caduta di Costantinopoli.
C’erano già nel duecento ( ci sono ancora ) il mercato
della frutta e delle verdure, quello del pesce, quello dei latticini;le
beccherie il mercato delle carni. C’erano le rughe, quelle degli
orafi e d’altri artigiani. (…) E c’era la ruga dei
milanesi dove si affollavano i Lombardi provenienti da tutte le
città di mercanti e artigiani stranieri primi i veneti di
terraferma, gli Istriani, i Dalmati, e Romagnoli, Emiliani, i
Marchigiani, Abruzzesi,Pugliesi e poi i Fiorentini per lo
più rappresentanti di banche e industrie tessili, e i
Lucchesi impiegati in gran parte nelle manifatture si seta.
Numerosissimi Greci, Albanesi , Slavi anche i Francesi. Ma i più
numerosi di tutti erano senza dubbio i Tedeschi, allogati nel loro
Fondaco che, anche dopo il trasloco del mercato era rimasto al di qua
del canale, a San Bortolomio, e ospitava anche Austriaci, Ungheresi e
Boemi: mercanti e banchieri, assicuratori, importatori e artigiani. Non
mancavano, infine, gli ebrei, dapprima confinati alla Giudecca, poi
cacciati a Mestre prima di venir definitivamente raccolti in
Ghetto.”
a cura di Davide Ubizzo
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Associazione Mercato di Rialto 2008
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09/10/2008
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